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La politica di sviluppo dell’idrogeno in Piemonte spiegata nel convegno di Novara

24.03.2022

Confindustria, aziende del territorio e Regione Piemonte per città e comunità sostenibili

Giacomini è stata invitata alla tavola rotonda organizzata da Confindustria Novara, Vercelli e Valsesia il 23 marzo a Novara, dove Regione Piemonte ha illustrato i piani strategici per diventare in tempi rapidi una vera e propria Hydrogen Valley, punta avanzata nella ricerca e nella produzione di tecnologie basate sull’idrogeno.

Julien Nyst, General Manager di Giacomini Benelux e Responsabile dello sviluppo idrogeno per il Gruppo, ha presentato i traguardi raggiunti e i futuri piani della ricerca Giacomini, con le nuove caldaie a combustione catalitica di idrogeno adatte a uso residenziale e le soluzioni integrate con elettrolizzatore, accumulo idrogeno, celle a combustibile.

“Abbiamo già fatto molti passi nel settore dell’idrogeno per uso residenziale- ha spiegato Nyst- Come Gruppo multinazionale portiamo l’esperienza di altri Paesi già coinvolti nella transizione energetica e possiamo collaborare con le Autorità Italiane o Regionali per far partire progetti pilota rappresentativi. Ovviamente la presenza della Casa Madre nel territorio piemontese può agevolare gli obiettivi strategici di Regione Piemonte su questo tema molto “caldo” non solo per la sostenibilità ambientale ma anche per politica ed economia.”

Giacomini ha intravisto da tempo nell’idrogeno la soluzione fattiva per contribuire alla decarbonizzazione del Pianeta e già 20 anni fa ha iniziato a mettere a punto una caldaia a idrogeno con reazione catalitica. La Regione Piemonte da subito si è mostrata attenta a questa soluzione, cui ha voluto dare visibilità durante le Olimpiadi del 2006 nello spazio espositivo di Casa Italia.

Molti prototipi sempre più evoluti sono stati installati negli anni di sviluppo di questa tecnologia. Tra questi, ricordiamo l’installazione di 8 caldaie a idrogeno per il riscaldamento di due edifici scolastici nelle Isole Orcadi, all’interno del progetto denominato BIG HIT. Si tratta di un’esperienza molto rappresentativa per l’utilizzo strategico dell’idrogeno, volta ad implementare un modello completamente replicabile e magnificamente integrato per produzione locale, stoccaggio, trasporto e utilizzo finale per riscaldamento, produzione energia elettrica e mobilità.

Oggi Giacomini è impegnata a rivedere completamente la propria caldaia, per renderla sempre più performante e accessibile ad un mercato di massa. In collaborazione con il Politecnico di Milano e i suoi specialisti in catalizzatori, sta sviluppando una nuova caldaia da 25 kW con produzione di acqua calda istantanea. Tale caldaia sarà ovviamente progettata per poter funzionare su una rete a idrogeno con caratteristiche simili all'attuale rete del gas naturale.

“I Paesi Bassi - racconta Nyst - hanno già preso oggi la decisione di eliminare nel 2050 l’utilizzo di gas naturale nel riscaldamento domestico. Parliamo di 7 milioni di case collegate alla rete di gas naturale oggi e l’obiettivo è quello di sostituirne almeno 500mila con caldaie ad idrogeno entro il 2030!

Ma non c’è solo il mercato di sostituzione – continua Nyst. Per consentire nuove costruzioni residenziali che non gravino sulla rete elettrica esistente già satura, sviluppiamo soluzioni di “buffer energetico ad idrogeno”: è il progetto Innovahub, che include un elettrolizzatore, uno stoccaggio di idrogeno, una cella a combustibile, caldaie a idrogeno e un sistema di gestione del flusso di energia per comunicare con la rete e soddisfarne le esigenze. Si immagazzina energia sotto forma di idrogeno quando l’energia di rete è in eccesso e si fornisce elettricità e calore all’edificio quando l’energia di rete manca.”

 

L’obiettivo di Giacomini, come sempre dimostrato nei primi 70anni di attività festeggiati lo scorso anno, è continuare a produrre in Piemonte.

Per fabbricare le caldaie a idrogeno e tutti gli altri accessori impiantistici saranno necessari nuovi investimenti in produzione e assemblaggio, in grado di produrre ad un ritmo sufficiente per soddisfare le esigenze del mercato. Le ricadute operative, lavorative e di sviluppo saranno qui in Piemonte.  Per i grossi investimenti necessari a questa grande trasformazione industriale (produzione con gli standard più elevati in termini di sicurezza e efficienza) sarà richiesto adeguato supporto finanziario, autorizzativo, amministrativo. È fondamentale che Regione Piemonte sia in grado di fare adeguato networking per intercettare tutti gli assi di sviluppo: accesso a fondi di finanziamento (come quelli relativi alla missione 2 del PNRR relativi a rivoluzione verde e transizione ecologica), partnership, regolamenti, ricerca avanzata presso atenei, formazione delle risorse umane per know-how specifico.

“Giacomini, anche per le nuove tecnologie legate all’idrogeno, continuerà nel solco della tradizione – conclude Nyst: cuore produttivo in Piemonte, consulenza e distribuzione organizzata in tutto il Mondo”.