Impianti e sistemi per la riqualificazione energetica green degli edifici

25/01/2024 | Altro

Schema All Electric

di Alberto Montibelli, ingegnere consulenza tecnica per Giacomini Group

 

La riqualificazione energetica green degli edifici è un approccio fondamentale volto a ridurre il consumo 
energetico degli edifici esistenti per limitare l'impatto sull’ambiente e richiede l'implementazione di strategie e tecnologie i cui elementi chiave sono oggetto del presente articolo.

"Green"

La necessità di adottare il “paradigma green” nell’ambito della riqualificazione energetica degli edifici
è in stretta relazione agli obiettivi che l’Unione Europea si è posta nel quadro delle azioni per il clima e delle politiche strategiche in materia di energia per raggiungere l'obiettivo di una società ad emissioni zero entro il 2050.
D’altronde è ampiamente riconosciuto che il settore delle costruzioni rappresenta la chiave per dare impulso al processo di decarbonizzazione attraverso l'uso efficiente dell'energia, avvalendosi di soluzioni sostenibili per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici. In quest’ottica, il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 richiede un tasso annuo di ristrutturazione pari al 3%, con ristrutturazioni importanti che rappresentano il 70% del totale.

Allo stato attuale si deve prendere atto del fatto che, all’interno dell’Unione Europea, proprio gli edifici sono:

  • responsabili per il 40% dell’energia complessivamente consumata
  • producono per il 36% delle emissioni di gas serra connesse all’utilizzo di energia
  • non sono efficienti dal punto di vista energetico per il 75% dell'intero patrimonio immobiliare 
  • ci si attende che almeno l’85% di essi sarà ancora presente nel 2050

Il percorso di avvicinamento al target del 2050 è guidato dalla direttiva nota come EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), la quale mira ad abbandonare i combustibili fossili negli edifici entro il 2035 e, con particolare riferimento al settore residenziale, a raggiungere obiettivi prestazionali minimi rappresentati dalla classe energetica “E” entro il 2030 e “D” entro il 2033.

Le azioni con cui intervenire per rispondere a queste richieste sono sostanzialmente tre:

  • aumentare l’efficienza dei sistemi che utilizzano l’energia
  • aumentare la quantità di energia ottenuta da fonti rinnovabili
  • ridurre il fabbisogno energetico

È evidente che stabilire fino a quale grado spingere ciascuna di queste azioni richiede un notevole livello di esperienza e competenza interdisciplinare ai progettisti addetti ai lavori.

Basta riflettere sulla marcata differenza di condizioni climatiche tra nord, centro e sud dell’Italia, sulla varia natura del patrimonio edilizio italiano, composto da migliaia di differenti centri storici e moltissimi edifici di alto valore artistico, nonché sulla necessità di conciliare la gestione dei cantieri con tempi di realizzazione che siano ragionevolmente brevi e adottino soluzioni cost-optimal, per intuire che il traguardo rappresentato dalla classe energetica “D“ può essere convenientemente raggiunto puntando prevalentemente sulla riqualificazione impiantistica che sfrutta l’integrazione ottimale di generatori a pompa di calore e terminali di emissione radianti abbinati a sistemi di ventilazione meccanica controllata. In aggiunta, questa strategia offre il pregio di essere efficace rispetto all’obiettivo di abbandonare i combustibili fossili e di spostarsi verso la piena integrazione con impianti di produzione di energia elettrica da fotovoltaico, promuovendo la sostenibilità complessiva dell'edificio e della gestione dell'energia.

In altre parole, l’approccio “all-electric” costituisce un’eccellente risorsa per il “paradigma green”.

In base allo schema proposto, la messa in atto di un piano di riqualificazione energetica green attraverso il paradigma all-electric si articola secondo canoni base ben definiti:

  • sostituzione degli impianti esistenti - tipicamente caldaia abbinata a radiatori ad alta temperatura – con un sistema basato sulla generazione con pompa di calore (aria-acqua, geotermica sono le tecnologie più promettenti) e sull’emissione con sistemi radianti a bassa inerzia termica (pavimento a basso spessore oppure soffitto in cartogesso)
  • impiego di un sistema di ventilazione meccanica controllata
  • installazione di un impianto fotovoltaico in grado di coprire il 60% dei consumi energetici

Con questo approccio si conseguono immediatamente i risultati più importanti: efficienza di produzione ed emissione dell’energia, velocità di risposta, controllo della qualità dell’aria a protezione della salute degli occupanti, aumento dell’energia prodotta senza l’uso di combustibili fossili.

Il sistema base così concepito si presta inoltre ad un’agile estensione funzionale per ottenere, oltre al riscaldamento, anche la disponibilità del raffrescamento – sempre più necessaria date le condizioni climatiche estive progressivamente più severe di anno in anno: pompa di calore e sistema radiante rappresentano oggi la soluzione migliore per il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici col minimo consumo di energia e il massimo comfort degli occupanti, d’altra parte il sistema VMC è facilmente integrabile con i dispositivi per la deumidificazione estiva degli ambienti.Gli interventi di ristrutturazione sono gioco forza soggetti a un rilevante numero di vincoli, imposti dal fatto che ci si trova ad operare in contesti in cui gli spazi disponibili sono ridotti. Se da questo punto di vista l’installazione di un soffitto radiante generalmente non richiede di superare grosse difficoltà di natura architettonica (figura 2), l’installazione di un pavimento radiante può favorevolmente contare sulle soluzioni che sono state ingegnerizzate negli anni più recenti: punto di riferimento in questo segmento dei sistemi radianti sono i sistemi a basso spessore Spider e Spider Slim di Giacomini (entrambi disponibili nelle versioni classificate come sistemi di tipo I e J dalla UNI EN 1264-1:2021), che da un lato offrono l’importante vantaggio di essere installabili con una prassi del tutto simile a quella dei sistemi radianti tradizionali, mentre dall’altro richiedono ingombri minimi e sono caratterizzati da bassa inerzia termica, requisito estremamente apprezzato e sempre più richiesto nelle costruzioni ben coibentate, dove è particolarmente sentita l’esigenza di poter contare sulla velocità di risposta del sistema per sfruttare al meglio gli apporti gratuiti di calore (figura 3).

Il passo in avanti determinante per promuovere la soluzione che vede l’accoppiata sistema radiante-VMC con capacità di deumidificare è stato compiuto con l’ingegnerizzazione delle macchine monoblocco dotate di compressore azionato da inverter (figura 4). Macchine di questo tipo sono straordinarie nel gestire il raffrescamento ad alta efficienza coi sistemi radianti: rispetto alle unità VMC monoblocco a compressore tradizionale, queste richiedono portate d’acqua minime – tipicamente comprese tra 120 e 170 l/h – e, cosa ancor più utile, offrono una capacità di deumidificazione praticamente indipendente dalla portata d’aria movimentata, senza peraltro richiedere acqua di pretrattamento rigorosamente a 15-18°C, potendo essa raggiungere e superare anche i 20°C.

Fig. 2 – Soffitto radiante in cartongesso e Fig. 3 – Sistema radiante Spider: ingombri minimi, installazione a pavimento e a parete

Fig. 2 – Soffitto radiante in cartongesso e Fig. 3 – Sistema radiante Spider: ingombri minimi, installazione a pavimento e a parete

L’implementazione di soluzioni impiantistiche costruite coi sistemi idronici fin qui introdotti permettono chiaramente di produrre e utilizzare nel modo più efficiente possibile l’energia necessaria per il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici, tuttavia è oggi disponibile un’ulteriore tecnologia che – senza stravolgere nulla all’interno della soluzione progettata coi sistemi cui si è fatto riferimento poc’anzi – permette di conseguire risultati ancora superiori in termini di risparmio energetico ed efficienza funzionale: la tecnologia del bilanciamento dinamico delle portate.Il modo più conveniente di sfruttarla consiste nell’impiegare i collettori di distribuzione della serie DB (figura 5), i quali sono in grado di regolare la portata al valore preregolato di set point, evitando sovraportate e annullando l’interferenza reciproca tra i vari circuiti serviti: in tal modo si ottimizza la distribuzione delle portate e si assicura il controllo ottimale della temperatura. L’osservazione e l’analisi dell’operatività di questo tipo di applicazioni in alcuni casi specifici negli ambiti del mono residenziale e degli edifici condominiali verticali ha evidenziato risparmi energetici connessi alla tecnologia DB variabili tra il 10% e il 27%.

Fig. 4 – Macchine VMC ad inverter per installazione orizzontale in controsoffitto o verticale a parete

Fig. 4 – Macchine VMC ad inverter per installazione orizzontale in controsoffitto o verticale a parete

Lo schema di principio prospettato in figura 1 mette in evidenza, oltre alla pompa di calore, ai sistemi di emissione e all’accumulo di acqua calda sanitaria, un insieme di dispositivi che completano la soluzione e aggiungono utili qualità funzionali a beneficio degli utenti.

Di rilevante interessante sono le valvole R148HP – valvole di protezione antigelo per pompa di calore. Concepite in particolar modo per i sistemi a pompa di calore monoblocco, le valvole permettono lo scarico del fluido del circuito quando la temperatura dello stesso diminuisce fino a raggiungere 1 °C, eliminando la necessità di far uso di glicole antigelo, che è tendenzialmente costoso, nocivo per l’ambiente, richiede controlli periodici per verificarne la presenza in quantità adeguata alle condizioni di lavoro e, infine, aumenta la viscosità dell’acqua, causando un aumento dei costi di pompaggio e una diminuzione di efficienza della pompa di calore.Il complesso di dispositivi e componenti che si possono individuare in figura 1 trova una naturale razionalizzazione nel modulo idronico compatto R586HPI – Heat Pump Interface, un sistema compatto che si propone come interfaccia tra la pompa di calore e i servizi che la utilizzano (ACS, riscaldamento e raffrescamento). Gli schemi seguenti (figure 6 e 7) e il video dimostrativo correlato ne mettono in rilievo il ruolo centrale nel permettere la gestione contemporanea di modalità di funzionamento opposte: sostenimento del riscaldamento durante il ciclo di sbrinamento invernale, sostenimento del raffrescamento durante la produzione di acqua calda sanitaria in estate. Si tratta di un importante risultato, a tutto vantaggio del comfort per gli utenti di questi sistemi.

Fig. 5 – Collettore serie DB – low flow: vista in sezione del vitone DB

Fig. 5 – Collettore serie DB – low flow: vista in sezione del vitone DB

Il fluido termovettore caldo proveniente dalla pompa di calore entra nel modulo idronico e viene diretto verso il bollitore per la produzione di acqua calda sanitaria. La portata per il riscaldamento viene prelevata dal puffer.

Fig. 6 - Riscaldamento e acqua calda sanitaria

Fig. 6 - Riscaldamento e acqua calda sanitaria

Il fluido termovettore caldo proveniente dalla pompa di calore entra nel modulo idronico e viene diretto verso il bollitore per la produzione di acqua calda sanitaria. La portata per il raffrescamento viene prelevata dal puffer.

La riqualificazione energetica green degli edifici è un passaggio cruciale verso un futuro sostenibile. Oltre all’impatto positivo sull’ambiente, la riqualificazione green comporta anche benefici economici: l'efficienza energetica riduce i costi operativi degli edifici, migliorandone la sostenibilità finanziaria.

Le decisioni in materia di politica energetica adottate dall’Unione Europea confermano la volontà di dare priorità all’ambito edilizio nella misura di miglioramenti tecnologici e aumento delle ristrutturazioni, inviando un forte segnale agli addetti ai lavori che sono chiamati a sostenere la transizione verso edifici carbon-neutral.

Tuttavia, ci sono sfide da affrontare durante il processo di riqualificazione green. La necessità di investimenti iniziali e la possibile resistenza al cambiamento da parte degli attori coinvolti possono rappresentare ostacoli significativi. È essenziale affrontare queste sfide attraverso politiche mirate e campagne di sensibilizzazione.

Le tecnologie e i sistemi illustrati nell’articolo si propongono come valide soluzioni per rispondere efficacemente a queste aspettative.

Fig. 7 - Raffrescamento e acqua calda sanitaria

Fig. 7 - Raffrescamento e acqua calda sanitaria